Un percorso nel Nuovo Testamento
con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
Marco 1:23-26, 32-34

Spiriti maligni

Allora e oggi
A cura di: Mike Mazzalongo

Nel capitolo iniziale del vangelo di Marco, Gesù affronta immediatamente una dimensione della sofferenza umana spesso trascurata oggi: la possessione demoniaca. Il testo descrive chiaramente individui sotto il controllo di "spiriti impuri", spiriti che riconoscevano Gesù, temevano la Sua autorità e obbedivano ai Suoi comandi. Questi incontri sollevano importanti domande per i lettori moderni. Questi spiriti erano reali o simbolici di malattie mentali e disordini sociali? E se reali, cosa insegna la Scrittura riguardo alla possessione demoniaca oggi?

Marco riporta uno dei primi miracoli di Gesù nella sinagoga di Cafarnao:

23Ora nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale si mise a gridare, 24dicendo: «Che vi è fra noi e te, Gesú Nazareno? Sei tu venuto per distruggerci? Io so chi tu sei: Il Santo di Dio». 25Ma Gesú lo sgridò, dicendo: «Ammutolisci ed esci da costui!». 26E lo spirito u immondo, straziandolo e mandando un gran grido, uscí da lui.

- Marco 1:23-26

Il linguaggio è inequivocabile. Gesù parla direttamente allo spirito, non semplicemente all'uomo afflitto. Lo spirito stesso riconosce l'identità di Cristo e teme il Suo potere. Questo non è un episodio psicologico, ma uno scontro spirituale. Più tardi, Marco fa una distinzione tra coloro che erano "malati" e coloro che erano "posseduti da demoni" (Marco 1:32-34), dimostrando che gli scrittori biblici intendevano la malattia e la possessione come due condizioni diverse.

Altri resoconti evangelici confermano questa comprensione. I demoni parlavano (Luca 8:28), resistevano all'espulsione (Marco 5:7-10), producevano effetti fisici come il mutismo e le convulsioni (Marco 9:17-27), e persino facevano agire le persone con forza sovrumana (Luca 8:29). Le Scritture li trattano costantemente come esseri spirituali personali che abitano e tormentano gli individui fino a quando non vengono scacciati dall'autorità divina.

La domanda successiva riguarda oggi. Mentre quasi tutti concordano sul fatto che la possessione demoniaca fosse reale ai tempi di Gesù, c'è dibattito sul fatto che il fenomeno continui. Esistono due posizioni principali.

La visione restrittiva o cessazionista sostiene che la possessione demoniaca fosse unica nel ministero di Gesù e dei Suoi apostoli, servendo come prova visibile dello scontro tra il regno di Dio e il regno di Satana. Diversi argomenti supportano questa posizione: il silenzio nelle Epistole (Efesini 6:10-18; Giacomo 4:7); l'autorità apostolica unica (Luca 9:1; Atti 16:16-18); e la vittoria sulla Croce (Colossesi 2:15). Questa visione conclude che Satana ancora tenta, inganna e influenza, ma la vera possessione abitativa non avviene più allo stesso modo.

La visione continuazionista sostiene che la possessione demoniaca continua, anche se forse meno apertamente in alcune culture. I suoi argomenti includono: Nessuna Terminazione Scritturale, Guerra Spirituale Continua (1 Pietro 5:8; Efesini 6:12), e Testimonianza Globale da parte di missionari che riportano casi vividi di possessione e liberazione. Questa posizione afferma che la possessione oggi può essere rara o culturalmente mascherata, ma non impossibile.

Entrambe le opinioni riconoscono la realtà storica della possessione ai tempi di Gesù. Il disaccordo riguarda se tali casi persistano. La visione cessazionista si rafforza con il cambiamento di enfasi nel Nuovo Testamento: i Vangeli mettono in evidenza i confronti con i demoni, gli Atti li registrano occasionalmente, ma le Epistole si concentrano invece sul resistere alla tentazione, camminare nello Spirito e indossare l'armatura di Dio. Questa progressione suggerisce che dopo la vittoria di Cristo, il campo di battaglia principale non è più la possessione corporea ma l'inganno spirituale.

Allo stesso tempo, la posizione continuazionista ci ricorda che il Nuovo Testamento non chiude mai esplicitamente la porta al possesso. I resoconti di attività demoniache dal campo missionario non possono essere liquidati con leggerezza, anche se rimangono aneddotici.

Il significato semplice di Marco 1 insegna che gli spiriti maligni sono esseri reali e personali che possedevano individui durante il ministero di Gesù. Il potere del Signore su di loro dimostrava la Sua autorità divina e prefigurava il Suo trionfo finale sulla croce. Oggi, mentre le Scritture sottolineano la resistenza a Satana piuttosto che l'espulsione dei demoni, i cristiani dovrebbero rimanere consapevoli della realtà continua della guerra spirituale.

Che il possesso nella sua forma biblica continui o meno, il messaggio centrale rimane invariato: la vittoria appartiene a Cristo. I credenti sono al sicuro non perché possono scacciare gli spiriti con il proprio potere, ma perché appartengono a Colui che gli stessi demoni hanno riconosciuto come "il Santo di Dio".

Nota: La trascrizione di questa lezione è stata fatta elettronicamente e non è stata ancora revisionata.
Domande di discussione
  1. Come fa Marco a distinguere tra possessione demoniaca e malattia fisica nel suo Vangelo?
  2. Quali differenze vedi tra il modo in cui i demoni sono trattati nei Vangeli rispetto alle Epistole?
  3. Quale visione trovi più persuasiva - cessazionista o continuista - e perché?
Fonti
  • ChatGPT (OpenAI)
  • Craig S. Keener, Miracoli: La Credibilità dei Resoconti del Nuovo Testamento (Baker Academic, 2011)
  • Clinton E. Arnold, 3 Domande Cruciali sulla Guerra Spirituale (Baker, 1997)
  • F.F. Bruce, I Documenti del Nuovo Testamento: Sono Affidabili? (Eerdmans, 1981)
4.
Guarigione di sabato
Marco 3:1-6