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Giovanni 1:12

Il diritto di diventare figli di Dio

A cura di: Mike Mazzalongo

Quando Giovanni presenta Gesù come la Parola fatta carne, si sofferma a descrivere l'incredibile privilegio che la fede in Cristo conferisce. Scrive:

ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,

- Giovanni 1:12

La scelta delle parole di Giovanni qui è sorprendente. Egli non dice che Dio ha dato un dono o una benedizione, ma un diritto (greco: exousia). Questo termine porta l'idea di posizione legale, autorità o privilegio. È come se Giovanni volesse far sapere ai suoi lettori che diventare figli di Dio non è semplicemente un beneficio opzionale della fede, ma la posizione legittima di ogni vero credente.

Nel mondo antico, i diritti erano strettamente tutelati. La cittadinanza a Roma, per esempio, conferiva privilegi che non potevano essere rivendicati dagli estranei. Allo stesso modo, Dio concede ai credenti il diritto legittimo di adozione nella Sua famiglia. Ciò significa che il nostro posto davanti a Dio non è una designazione sentimentale, ma una realtà di alleanza fondata sul sacrificio di Cristo.

Il versetto seguente (Giovanni 1:13) chiarisce che questo status non è ereditato per linea di sangue né ottenuto per volontà umana. È interamente opera di Dio. Qui Giovanni smonta l'assunzione ebraica che la discendenza da Abramo garantisse automaticamente il favore divino. Invece, a coloro che ricevono Cristo viene dato l'unico vero diritto di nascita: diventare figli di Dio.

Per i cristiani di oggi, questa è una fonte di sicurezza incrollabile. Sapere che la nostra filiazione non si basa sui sentimenti, né sull'approvazione umana, ma su un diritto dato da Dio, ci permette di avvicinarci a Lui con audacia nella preghiera e di anticipare con fiducia la nostra eredità eterna.

Nota: La trascrizione di questa lezione è stata fatta elettronicamente e non è stata ancora revisionata.
Domande di discussione
  • Mi avvicino a Dio in preghiera con la fiducia che deriva dal sapere che ho il diritto di essere Suo figlio?
  • In quali modi a volte tratto la mia fede come una semplice benedizione piuttosto che come un'identità assicurata?
  • Come la consapevolezza che la mia adozione è un diritto, non solo un dono, modella il modo in cui vivo il mio cammino cristiano?
Fonti
  • ChatGPT (OpenAI)
  • Calvino, Giovanni. Commentario sul Vangelo secondo Giovanni.
  • Agostino di Ippona, Trattati sul Vangelo di Giovanni.
  • Leon Morris, Il Vangelo secondo Giovanni (Nuovo Commentario Internazionale sul Nuovo Testamento).
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