Vedere e spiegare Dio

Giovanni inizia il suo Vangelo con un'affermazione profonda sull'identità e la missione di Gesù:
Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.
- Giovanni 1:18
Qui Giovanni contrappone due idee: vedere Dio e spiegarlo. Vedere Dio implica la visione diretta della Sua essenza, cosa che la Scrittura insegna essere impossibile per l'uomo mortale (Esodo 33:20; 1 Timoteo 6:16). Dio è invisibile e al di là della portata dei sensi umani.
Tuttavia, Giovanni non lascia la questione nel mistero. Introduce un nuovo modo in cui Dio si fa conoscere: attraverso il Figlio, "l'unigenito Dio" che è nella relazione più stretta con il Padre. Giovanni dice che Gesù ha spiegato Dio. La parola usata (exēgeomai) è da cui deriva "esegesi" – interpretare, chiarire, spiegare il significato. In altre parole, Gesù è l'esegesi vivente di Dio.
Questa non è semplicemente una variazione retorica; è un punto teologico. "Vedere" Dio non è concesso agli occhi umani, ma "conoscere" Dio avviene attraverso la spiegazione di Cristo nel Suo insegnamento, nei miracoli, nel carattere e, infine, nella Sua morte e risurrezione. Lo stesso Gesù lo confermò quando disse a Filippo: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Giovanni 14:9).
Giovanni insegna che "vedere Dio" è impossibile in termini umani, ma in Gesù, Dio è completamente "spiegato" e quindi reso noto. Conoscere Cristo è, nel senso più vero, vedere Dio.
- Perché Giovanni sottolinea che "nessuno ha visto Dio" e in che modo questo evidenzia l'unicità di Cristo?
- In che modo la vita e l'insegnamento di Gesù ci "spiegano" il Padre in modo più completo della natura o della coscienza?
- In che modo Giovanni 1:18 ci sfida a fondare la nostra comprensione di Dio in Gesù piuttosto che in speculazioni personali o idee culturali?
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- Leon Morris, Il Vangelo secondo Giovanni, NICNT, Eerdmans, 1995
- D.A. Carson, Il Vangelo secondo Giovanni, Pillar New Testament Commentary, Eerdmans, 1991

