Un percorso nel Nuovo Testamento
con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
Matteo 26:14-16

Giuda

Una giusta condanna
A cura di: Mike Mazzalongo

Giuda Iscariota rimane una delle figure più tragiche e disprezzate del Nuovo Testamento. Il suo nome è diventato sinonimo di tradimento, e a ragione. Le Scritture non sono vaghe riguardo al suo ruolo: descrivono ripetutamente e chiaramente le azioni di Giuda come deliberate e traditrici. Eppure, nel corso dei secoli, teologi, scrittori laici e artisti hanno tentato di riabilitare Giuda, offrendo giustificazioni speculative per il suo tradimento di Gesù. Perché?

Alcuni suggeriscono che Giuda stesse cercando di costringere Gesù a rivelarsi come il Messia politico. Altri sostengono che abbia frainteso la missione di Gesù o fosse semplicemente uno zelota fuorviato. Le interpretazioni psicologiche e letterarie moderne dipingono Giuda come un antieroe conflittuale, o addirittura un cattivo necessario che compie la profezia. Ma tutte queste interpretazioni contraddicono in ultima analisi la narrazione biblica coerente: Giuda scelse di tradire il Figlio di Dio, e la sua condanna fu sia giusta che completa.

Matteo 26:14-16 chiarisce che Giuda iniziò l'accordo con i sommi sacerdoti e ricevette trenta pezzi d'argento per aver accettato di consegnare Gesù. In Giovanni 13:27, si dice che Satana "entrò in lui," segnando la sua caduta spirituale. Lontano dall'essere ingannato o frainteso, il tradimento di Giuda fu intenzionale e motivato dal profitto. Lo stesso Gesù dichiarò: "Guai a quell'uomo per mezzo del quale il Figlio dell'uomo è tradito! Sarebbe stato meglio per quell'uomo se non fosse mai nato" (Matteo 26:24) – una dichiarazione sconvolgente di condanna.

Giuda in seguito provò rimorso (Matteo 27:3), ma il rimorso non è lo stesso del pentimento. Confessò ai sommi sacerdoti ma non si rivolse mai a Dio per il perdono. Invece, disperato, si tolse la vita. Il Nuovo Testamento non presenta Giuda come un discepolo frainteso – lo descrive come il "figlio della perdizione" (Giovanni 17:12), colui che "si allontanò per andare al suo proprio posto" (Atti 1:25).

Perché la simpatia moderna per Giuda? Riflette un disagio verso la giustizia divina e le conseguenze eterne. Molti preferirebbero reinterpretare il male piuttosto che accettare la dura verità che alcuni rifiutano volontariamente la grazia.

Ma il vangelo non ci chiama a simpatizzare con Giuda, ma a prestare attenzione al suo avvertimento. Il tradimento, per quanto abilmente giustificato, porta al giudizio. Giuda è un monito solenne che la vicinanza a Gesù non è la stessa cosa della lealtà verso di Lui – e che il peccato volontario conduce a una giusta condanna.

Nota: La trascrizione di questa lezione è stata fatta elettronicamente e non è stata ancora revisionata.
Domande di discussione
  1. Perché, secondo te, gli interpreti moderni cercano di giustificare o spiegare il tradimento di Giuda?
  2. Cosa ci insegna il rimorso di Giuda senza pentimento sulla differenza tra colpa e dolore divino?
  3. Come possiamo evitare di cadere nel tradimento spirituale nella nostra vita?
Fonti
  • ChatGPT (OpenAI)
  • Il Vangelo di Matteo, Capitolo 26
  • Il Vangelo di Giovanni, Capitoli 13 e 17
  • Atti degli Apostoli, Capitolo 1
21.
Abbandonati per il nostro bene
Matteo 27:46