Vino proibito

Quando Gesù fu condotto al Golgota per essere crocifisso, Marco riporta che gli fu offerto vino mescolato con mirra, un narcotico amaro destinato a intorpidire i sensi e alleviare il dolore (Marco 15:23). Questa pratica era ben nota sia nella tradizione romana che in quella ebraica. I Romani a volte somministravano sedativi agli uomini condannati come atto di misericordia, mentre il Talmud menziona donne ebree che offrivano tali miscele in adempimento di Proverbi 31:6-7, che parla di dare bevande forti a chi è in difficoltà.
Tuttavia, i Vangeli notano che Gesù rifiutò questa bevanda. Matteo spiega che quando la assaggiò, non la bevve (Matteo 27:34). Perché il Signore avrebbe rifiutato sollievo nella sua ora più buia?
Per prima cosa, questo rifiuto mostra la Sua determinazione ad affrontare la sofferenza con piena consapevolezza. Gesù venne a "bere il calice" della sofferenza che il Padre gli aveva dato (Giovanni 18:11). Accettare un vino drogato sarebbe stato attenuare il peso che era stato mandato a portare per i peccati del mondo. L'autore agli Ebrei dice che Gesù gustò la morte per tutti (Ebrei 2:9). Quel "gusto" non fu diluito–fu completo.
In secondo luogo, il Suo rifiuto ha preservato la Sua capacità di parlare con chiarezza dalla croce. Gesù pronunciò parole di perdono (Luca 23:34), profezia (Giovanni 19:26-27) e resa finale al Padre (Luca 23:46). Una nube narcotica avrebbe diminuito la potenza e lo scopo di queste parole, che continuano a istruire e confortare i credenti oggi.
Infine, anche se non esisteva una legge mosaica che proibisse ai condannati di bere vino, vi è un principio sacerdotale in atto. Ai sacerdoti era vietato il vino quando officiavano davanti a Dio (Levitico 10:9). Come Sommo Sacerdote che si offrì come sacrificio supremo (Ebrei 7:26-27), Gesù scelse la via della sobrietà e della chiarezza, mantenendo la mente concentrata sull'opera santa che stava compiendo.
Rifiutando il vino, Gesù ha dimostrato che la nostra salvezza è stata acquistata senza scorciatoie. Ha portato la croce completamente sveglio, pienamente cosciente e totalmente impegnato. Il suo esempio ci chiama a seguirlo con la stessa sobria devozione–sopportando le prove senza compromessi, confidando che la forza di Dio è sufficiente nella nostra debolezza.
- Perché era importante che Gesù rimanesse pienamente cosciente durante la crocifissione
- In che modo il suo rifiuto del vino riflette il suo ruolo di sacerdote e di sacrificio?
- Quale lezione possono trarre i cristiani moderni dalla disponibilità di Gesù a soffrire senza compromessi?
- ChatGPT (OpenAI)
- Il Talmud, Sanhedrin 43a (riferimento ebraico al vino narcotico per i condannati)
- Craig S. Keener, The IVP Bible Background Commentary: New Testament
- William L. Lane, Il Vangelo secondo Marco (Commentario NICNT)

