Resistenza = Vita

In Luca 21, Gesù pronuncia quello che è spesso chiamato il "Discorso del Monte degli Ulivi", un messaggio profetico riguardante la futura distruzione di Gerusalemme e la fine della nazione ebraica così come era conosciuta. Egli avverte i Suoi discepoli di guerre, terremoti, persecuzioni e tradimenti – anche da parte di membri della famiglia. Questi eventi culmineranno nella catastrofica caduta di Gerusalemme nell'anno 70 d.C. È in questo contesto sobrio che Gesù dichiara: "Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita" (Luca 21:19).
Questa affermazione non è un invito a guadagnare la salvezza con lo sforzo umano, ma piuttosto un incoraggiamento a perseverare nella fede attraverso le prove. La parola tradotta con "resistenza" (greco: hypomonē) implica fermezza, perseveranza paziente e coraggio sotto pressione. Per i primi cristiani, la resistenza significava rimanere fedeli a Cristo anche quando minacciati di prigionia, perdita dei beni o morte. Coloro che rimanevano saldi "avrebbero guadagnato la vita", non necessariamente sfuggendo al danno fisico, ma assicurandosi la vita eterna con Cristo.
Il versetto si collega anche all'insegnamento di Gesù altrove: "Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato" (Matteo 24:13). La salvezza, pur essendo donata gratuitamente per grazia, si conferma nella vita del credente attraverso una perseveranza che rifiuta di rinnegare Cristo nonostante le difficoltà.
Per i cristiani di oggi, Luca 21:19 parla direttamente alle nostre stesse lotte. Sebbene la maggior parte dei credenti possa non affrontare persecuzioni o martirio sanciti dallo stato, è comunque richiesta la perseveranza. Resistiamo attraverso le pressioni culturali che deridono la fede biblica, attraverso le sofferenze personali che ci tentano alla disperazione e attraverso le battaglie spirituali che mettono alla prova la nostra fedeltà a Cristo.
La promessa di Gesù è che la perseveranza non è vana. Ogni atto di fedeltà – sia nel resistere al peccato, nel mantenere la verità biblica in un ambiente ostile, o nel confidare silenziosamente in Dio durante le prove – è un passo verso la ricompensa finale: la vita eterna. Luca 21:19 ci ricorda che la vita cristiana non consiste nell'evitare le difficoltà, ma nel sopportarle con gli occhi fissi sul regno che verrà.
Perché allora come ora, la chiamata è la stessa: perseverare. Per fede, la perseveranza diventa non solo possibile, ma vittoriosa.
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- ChatGPT (OpenAI)
- Commentario di Matteo Henry su tutta la Bibbia
- Commentario Biblico dell'Espositore, Vol. 8: Luca – Giovanni
- R.C. Foster, Studi sulla vita di Cristo

