La grande fede del centurione

La storia del servo del centurione in Luca 7 è uno degli esempi più sorprendenti di fede nei Vangeli. Un ufficiale militare romano, rispettato dalla comunità ebraica per la sua generosità nel costruire la loro sinagoga, invia messaggeri a chiedere a Gesù di guarire un servo favorito che è vicino alla morte. Ciò che si sviluppa rivela sia sensibilità culturale che una fede straordinaria.
All'inizio, il centurione manda gli anziani ebrei a supplicare Gesù per lui. Questo era significativo, poiché molti Gentili in posizioni di potere opprimevano gli Ebrei, ma qui c'era un uomo che li apprezzava e li rispettava. Tuttavia, mentre Gesù si avvicina alla sua casa, il centurione manda degli amici a fermarlo. Il suo messaggio è profondamente umile:
Allora Gesú andò con loro. Egli non era molto lontano dalla casa, quando il centurione gli mandò degli amici per dirgli: «Signore, non disturbarti, perché io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto.
- Luca 7:6
Perché questa esitazione? Parte della risposta risiede nella divisione culturale. Gli ebrei credevano che entrare in una casa gentile potesse portare impurità cerimoniale (Atti 10:28). Il centurione, consapevole di ciò, non voleva compromettere Gesù davanti al Suo stesso popolo. La sua preoccupazione mostra una sensibilità rara per un soldato romano. Ma ancora più importante, le sue parole rivelano la profondità della sua fede: Gesù non aveva bisogno di essere fisicamente presente per guarire.
Il centurione comprendeva l'autorità. Proprio come comandava i soldati e loro obbedivano, credeva che la parola di Gesù avesse autorità sulla malattia e sulle forze spirituali. Questa intuizione stupì persino Gesù, che dichiarò,
Quando Gesú udí queste cose si meravigliò di lui e, rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico, che neppure in Israele ho trovato una fede cosí grande».
- Luca 7:9
La bellezza della fede del centurione è duplice: egli unì umiltà culturale a convinzione spirituale. Rispettava Gesù come ebreo, ma più di tutto, si fidava di Lui come Signore. La sua fede non fu ostacolata dalla distanza, dalla tradizione o dall'orgoglio: era ancorata unicamente all'autorità della parola di Cristo.
Per noi oggi, la lezione è chiara: la fede che piace a Dio non riguarda posizione, status o rituale, ma la fiducia nell'autorità di Gesù. Il centurione ci ricorda che la vera fede non solo crede che Gesù possa agire, ma è sicura che la Sua parola da sola è sufficiente.
- Perché il centurione esitò a far entrare Gesù nella sua casa?
- Cosa ci insegna la reazione di Gesù alla richiesta del centurione sul tipo di fede che Dio apprezza?
- Quali lezioni possono trarre i credenti moderni dall'esempio di umiltà e fede del centurione?
- ChatGPT (OpenAI)
- Darrell L. Bock, Luca 1:1–9:50, Baker Exegetical Commentary on the New Testament (BECNT), Baker Academic, 1994, pp. 642–647
- Gioele B. Green, Il Vangelo di Luca, New International Commentary on the New Testament (NICNT), Eerdmans, 1997, pp. 283–289
- R. T. France, Il Vangelo di Matteo (per il confronto del racconto parallelo), NICNT, Eerdmans, 2007, pp. 312–315

