La fede e i limiti dell'indagine umana
La curiosità umana ha esplorato i cieli, la cellula, l'atomo e la mente. L'astronomia, la biologia e la psicologia—tra innumerevoli altre discipline—sono fiorite grazie all'osservazione, al ragionamento induttivo e alla sperimentazione rigorosa. Il risultato cumulativo è un corpo di conoscenze "consolidate" che ingegnerizzano nuovi medicinali, veicoli più sicuri e meraviglie digitali. Poiché il suo metodo è empirico, questa conoscenza è sempre provvisoria; la scoperta successiva può rivedere o addirittura ribaltare il consenso di ieri.
La conoscenza che trascende i sensi
C'è, tuttavia, una categoria di verità che sfugge a telescopi, microscopi e acceleratori di particelle. La Scrittura la chiama "la conoscenza di Dio." L'autore agli Ebrei contrappone i due tipi di conoscenza quando spiega l'origine dell'universo:
Per fede intendiamo che l'universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sí che le cose che si vedono non vennero all'esistenza da cose apparenti.
- Ebrei 11:3
La dichiarazione insegna due cose contemporaneamente. Primo, l'ordine materiale ha avuto un inizio; secondo, quell'inizio è in ultima analisi inaccessibile alla percezione sensoriale o alla scienza forense. L'unico modo per comprenderlo è tramite la fede—prendere Dio alla lettera.
Perché la fede è un modo distinto di conoscere
La fede è spesso caricaturata come credere senza prove. La fede biblica è meglio descritta come fiducia basata sulla testimonianza. Quando un testimone affidabile afferma un fatto che non può essere verificato indipendentemente, scegliamo se accettare o rifiutare l'affermazione. La Bibbia afferma che Dio stesso è il testimone, e la Sua testimonianza è registrata nelle parole:
La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio.
- Romani 10:17
Proprio come la scienza sperimentale dipende da dati accurati, la comprensione spirituale dipende dalla credibilità dell'auto-rivelazione di Dio. Poiché quella rivelazione raggiunge il suo culmine in Gesù Cristo, la fede cristiana non è un assenso cieco ma fiducia in una Persona storicamente radicata la cui vita, morte e risurrezione autenticano il Suo messaggio.
L'obiettivo di ogni conoscenza
La destinazione a cui la fede punta non è semplicemente l'accuratezza dottrinale, ma l'intimità relazionale. La notte prima della Sua crocifissione, Gesù pregò:
Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesú Cristo che tu hai mandato,
- Giovanni 17:3
Nel pensiero biblico, "conoscere" implica familiarità personale, non dati impersonali. La vita eterna, quindi, è meno un luogo che una relazione—la massima realizzazione possibile della mente e del cuore umano. Tutti gli altri tipi di conoscenza, per quanto preziosi, rimangono parziali finché non trovano il loro giusto orbita attorno alla conoscenza di Dio.
Contraffazioni del vero sapere
La storia è piena di tentativi di scoprire o creare il divino attraverso l'intelletto non assistito, l'innovazione rituale o la creazione di miti culturali. Paolo incontrò questi sforzi nell'Atene del primo secolo e osservò che gli dei creati dall'uomo riflettono invariabilmente le limitazioni umane (Atti 17:22-29). Che siano scolpiti nella pietra o immaginati nel cyberspazio, tali divinità non possono salvare; schiavizzano. L'idolatria spesso produce i mali stessi che promette di curare—oppressione sociale, superstizione e confusione morale.
Al contrario, il vangelo offre ciò che l'ingegno umano non potrà mai dare: grazia. In Cristo, Dio scende all'umanità, colmando l'abisso che i nostri pensieri più brillanti non possono attraversare. Attraverso la fede, Egli ci eleva a una conoscenza che trasforma anziché deformare.
La Bibbia come fonte di ispirazione
Poiché la fede salvifica nasce dalla parola di Dio pronunciata, la Scrittura occupa un posto unico tra tutti i testi:
Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia,
- 2 Timoteo 3:16
La parola greca tradotta con "ispirato" (theopneustos) significa letteralmente "soffiato da Dio". Proprio come il discorso umano porta il respiro, il discorso divino porta vita, autorizzando la Scrittura a servire come guida definitiva sia per la fede che per il comportamento. La ragione, la tradizione e l'esperienza rimangono preziose, ma sono subordinate e correggibili; solo la Bibbia è normativa e completamente affidabile.
Integrare i due regni
La fede non annulla l'intelletto; lo completa. Lo stesso Dio che ci invita a fidarci della Sua parola ci comanda anche di amarlo con "tutta la tua mente" (Matteo 22:37). I cristiani quindi si dedicano con entusiasmo alla scienza, certi che ogni vera scoperta sulla creazione alla fine magnifica il suo Creatore. Tuttavia riconoscono anche i limiti del metodo empirico. Possiamo tracciare il movimento delle galassie, ma non il mistero della grazia; possiamo individuare i correlati neurali della gioia, ma non la fonte eterna della gioia.
Conclusione
L'indagine empirica ha prodotto enormi benefici per il benessere fisico, ma non può rivelare il perché dietro il cosa. Quella conoscenza superiore—la verità sulle origini ultime, lo scopo e il destino—viene solo attraverso la fede nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo. Perseguire un tipo di conoscenza trascurando l'altra significa vivere con gli occhi mezzi chiusi. La via per la pienezza della vista è chiara: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato" (Atti 16:31). In quel momento, lo studioso torna a essere un bambino, e la ricerca della comprensione trova la sua dimora nel cuore di Dio.


